Le auto elettriche vanno verso la tassazione per compensare le accise dei carburanti

Le auto elettriche vanno verso la tassazione per compensare le accise dei carburanti Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, durante l’Automotive Dealer Day tenutosi alla Fiera di Verona il 13, 14 e 15 maggio scorsi, ha parlato apertamente di come l’utilizzo delle auto elettriche abbia già di fatto ridotto quello dei carburanti e, di conseguenza, della gran parte del gettito delle accise da essi derivanti. Per questo, sarà necessario riconsiderare una tassazione che sia in grado di tener conto in qualche modo anche della nuova mobilità elettrica. Ma vediamo nel dettaglio, insieme a Matteo di Grignani, Concessionari Pavia, a cosa sta pensando il nostro Governo.

Accise sui carburanti: un problema per il Fisco con l’arrivo delle vetture elettriche

L’entusiasmo per le nuove auto elettriche e il passaggio al green hanno fatto slittare finora in secondo piano l’elefante nella stanza, cioè il problema derivante dalla mancata riscossione delle accise dovute ai carburanti. L’aumento progressivo del numero di vetture elettriche vendute in Italia porterà a un sempre minore introito rispetto alle tasse legate ai carburanti in generale. Per questo, il Ministro Giorgetti è già all’opera per ripensare una tassazione sull’elettrico in base all’aggiornamento della Normativa Europea riguardo i prodotti energetici. Se pensiamo, infatti, alle conseguenze di un gettito necessariamente minore, per quanto riguarda le entrate legate alla tassazione dei carburanti, l’unica alternativa possibile appare uno spostamento delle imposte, che andranno a interessare anche le auto elettriche. Ma nulla potrà accadere senza un’approfondita ponderazione riguardo la trasformazione del sistema economico, non solo europeo, ma mondiale. Anche perché, occorre ricordarlo, solo nel 2022 l’Erario ha visto le sue entrate maggiori proprio grazie alla tassazione sulla vendita dei carburanti, che arrivò a 31 miliardi di euro. Il Ministro Giorgetti ha sottolineato come le politiche industriali automobilistiche volute dall’Europa manchino di una strategia comune e di base, che tenga conto sia delle esigenze del Governo, sia di quelle degli utenti che hanno acquistato o vogliono acquistare le auto elettriche. Insomma, il target del 2035, relativo all’elettrificazione delle vetture, sembra essere solo una deadline fittizia, per raggiungere la quale non si stanno mettendo in campo soluzioni efficaci.

Le imposte a livello europeo e gli incentivi messi in campo

Il nuovo scenario economico, che ha visto entrare in campo le automobili elettriche, sta quindi facendo i conti con eventuali nuove accise per compensare il “danno” erariale portato dai nuovi automezzi. Le conseguenti strategie del Governo non potranno prescindere dall’aggiornamento della normativa europea in relazione alla tassazione dei prodotti energetici, ma anche dagli obiettivi fissati in merito al Repower, per la riduzione di immissioni dannose per l’ambiente. Uno studio del 2022 ha chiarito come il carico fiscale dell’automotive in Italia fosse allora pari a 71 miliardi, dei quali 31,9 legati ai carburanti. Già una ricerca del 2019 aveva messo in evidenza in quale quantità le imposte sui carburanti pesassero sulle diverse economie dei Paesi europei, arrivando alla conclusione che, su un totale di 170 miliardi di euro, 26,2 fossero quelli italiani e che il nostro Paese fosse seguito a breve distanza da Germania e Francia. La nuova riforma fiscale terrà quindi in considerazione tutte le nuove variabili relative al green e alla tassazione dei prodotti energetici, ma non potrà esulare anche dagli incentivi utente per il settore automotive. Infatti, si attende a breve la pubblicazione di un dpcm in Gazzetta Ufficiale che chiarirà quali sono tali incentivi per l’aggiornamento del parco macchine italiano e la traslazione delle accise, oggi applicate ai carburanti. I nuovi incentivi per l’acquisto delle auto elettriche metteranno in campo una serie di novità riguardanti, per ora, l’aumento del contributo per la rottamazione del vecchio mezzo, l’inclusione tra i beneficiari delle persone giuridiche e il raddoppio degli incentivi unitari. Si tratterà inoltre di fare ricorso al fondo, istituito nel 2022, che garantisce 8,7 miliardi di euro dedicati al settore dell’automotive, fino al 2030. Leggi anche l’articolo: Dispenser acqua al bar: l’acqua di rubinetto è buona come quella in bottiglia

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