Analisi e gestione dei dati: conosci le skill richieste dalle aziende?

I dati sono diventati un asset fondamentale delle imprese moderne, tramite la loro elaborazione è possibile ricavare informazioni fondamentali da integrare nel processo strategico dell’azienda, con lo scopo ultimo di prendere decisione corrette guidate dai dati. Un esempio lampante di strategia “data -driven” è la gestione nazionale dell’emergenza Covid, dove le fasce e le restrizioni di ogni regione sono calcolate in base ad algoritmi che incrociano dati di varia natura e tipologia.

Lo stesso principio di “decisione guidata dai dati” è seguito da molte aziende italiane ed internazionali in altri contesti di business, come ad esempio nelle scelte relative a campagne di marketing o al controllo di gestione. In questo contesto è dunque una naturale conseguenza il fatto che le aziende siano alla costante ricerca di professionisti qualificati ed esperti nel settore dell’analisi e della gestione dei dati.

Quali figure lavorano nel settore dell’analisi dei dati?

Il processo di gestione dei dati è lungo e complesso, di conseguenza sono molte le figure professionali che lavorano in questo ambito, ognuna con skill differenti. Una prima distinzione può essere fatta tra figure tecniche e figure funzionali.

Le figure tecniche hanno generalmente un background informatico-scientifico, le loro attività quotidiane riguardano principalmente l’utilizzo di software e linguaggi di programmazione per lavorare i dati sui sistemi informatici delle aziende.  Sul sito https://www.yimp.it è possibile trovare un’ampia sezione di corsi e materiale divulgativo sulle competenze informatiche necessarie in questo settore, come il linguaggio SQL, Python, i database relazionali e non relazionali e il machine learning.

Le figure funzionali spesso provengono da studi di economia e marketing, il loro compito è quello di comprendere il significato dei dati elaborati dalle figure tecniche, interpretarli e presentarli nel modo migliore possibile. Inoltre devono spesso fare da ponte tra le esigenze dell’azienda cliente e il reparto informatico: per far ciò devono avere un’ottima conoscenza del business aziendale di riferimento, ma anche un buon background informatico per poter riportare correttamente le richieste fatte dal cliente alle figure tecniche. Sul sito https://italy.iiba.org/certification-0 trovate un percorso di certificazione per la professione di business analyst.

Quali linguaggi di programmazione devo conoscere?

Per lavorare come figure funzionali non sono necessarie particolari competenze tecniche. Sicuramente è richiesto un uso fluente e professionale di Microsoft Excel, ancor meglio se abbinato a delle solide basi sul linguaggio SQL di interrogazione dei database.

Per le figure tecniche il discorso è diverso: le competenze richieste sono tante, anche se la specializzazione in un particolare linguaggio di programmazione tende spesso ad essere più apprezzata e remunerativa rispetto ad una conoscenza solo superficiale di più argomenti. Il linguaggio SQL per interfacciarsi con i database relazionali resta un must-have. Tuttavia sta diventando sempre più frequente anche l’utilizzo di database non relazionali come MongoDb dove i dati sono raggruppati in strutture logiche diverse dalle classiche tabelle. Le aziende più all’avanguardia stanno inoltre introducendo analisi predittive che richiedono algoritmi di machine learning più o meno complessi implementabili con il linguaggio Python. In questo modo le potenzialità dei dati possono essere sfruttate a pieno. Esistono infatti algoritmi che permettono di classificare automaticamente il comportamento di alcuni variabili di interesse aziendale, altri che vanno alla ricerca degli “outliers”: si tratta di dati anomali molto distanti dalla media ma che per la loro particolarità e unicità possono contenere informazioni fondamentali che altrimenti rischierebbero di restare nascoste.